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Campo estivo giovani AC

data di pubblicazione: 15-09-2020

La relazione attraverso il cuore, la mente, il corpo

Se a gennaio gli educatori del gruppo giovani avessero detto “Quest’anno riusciremo a vivere l’esperienza del campo scuola!” probabilmente nessuno ci avrebbe creduto… invece è ciò che è successo! Anche quest’anno, come gruppo Giovani dell’Azione Cattolica, siamo riusciti a vivere l’esperienza intensa ed emozionante del campo scuola, a Cesclans, dal 15 al 22 agosto. I gruppi presenti venivano dalle parrocchie di Cervignano, Gradisca, Sagrado e Ronchi, con una componente di giovanissimi. Il filo conduttore di queste giornate è stato il tema delle relazioni, affrontate in modo approfondito, sia in gruppo sia a livello personale. Siamo partiti dalla relazione con noi stessi, concentrandoci su tre aspetti che caratterizzano ognuno di noi: cuore, mente e corpo e quanto ciascuno di questi aspetti è importante sia nel rapporto con noi stessi che con le e persone con cui ci rapportiamo.  Abbiamo poi avuto l’occasione di riflettere sul nostro rapporto con gli altri sia attraverso i social sia attraverso la vita di tutti i giorni: è emerso che non sempre quanto mostriamo sui primi rispecchia esattamente ciò che noi siamo veramente o spesso ciò che noi mostriamo sui social è solo una piccola parte di noi stessi.  Inoltre c’è stata  una bellissima occasione di dialogo in merito a dei temi molto “scottanti” come la sessualità e il matrimonio: è stato molto interessante poiché la differenza d’età ha fatto emergere punti di vista diversi, legati alle singole esperienze e percezioni di ognuno e talvolta, nonostante l’eterogeneità del gruppo le riflessioni si sono rivelate unite da valori di fondo.  L’ultimo giorno di questa esperienza estiva è stato dedicato alla relazione che ognuno di noi ha con Dio: nel corso della mattinata abbiamo potuto vivere un momento di silenzio, guidato da una riflessione scritta da Matteo Marega e da tre frasi provocatorie: quando ho cercato Dio? Ho trovato Dio… ma non lo stavo cercando, quando ho nascosto Dio? Le risposte sono poi state condivise e ciò che è emerso è che molto spesso Dio Lo cerchiamo nei momenti di difficoltà o nel momento del bisogno, mentre Lo nascondiamo quando “è scomodo”, quando facciamo qualcosa di cui magari non siamo molto orgogliosi…infine in molti casi Dio lo abbiamo trovato nelle persone, negli affetti, ma anche in chi non conosciamo e nonostante questo si rivolge a noi in modo altruistico; talvolta Dio si è fatto sentire proprio in esperienze come questa, attraverso le persone che camminano assieme a noi. Nel corso del pomeriggio abbiamo vissuto un altro momento di silenzio, con un impegno ben preciso: scrivere una lettera a sé stessi, raccontando l’esperienza del campo e cosa ci ha lasciato, con il compito o la speranza di poterla leggere fra un paio d’anni, per capire quanto potremmo essere cambiati anche nelle nostre relazioni. Durante questa settimana, le parole non sono mancate e neanche le provocazioni e tutto ciò che può rendere un campo scuola unico ed irripetibile. Vivere un campo scuola, in questo periodo così particolare, è stata un’esperienza che ha dello straordinario e allo stesso tempo è ciò che l’ha resa “normale”, perché dopo mesi di confronti fatti attraverso uno schermo, poter vedere e parlare con i propri compagni stando in cerchio o seduti a tavola è stato bellissimo (sempre ovviamente nel rispetto delle norme di sicurezza!). Un ringraziamento doveroso va agli educatori giovani che hanno voluto raccogliere la sfida e hanno investito tempo e fatica nella preparazione delle attività, un grazie anche ai vice-giovani che sono stati presenti durante tutta la settimana e si sono messi in gioco con noi; senza una cucina eccellente , un campo scuola non può esistere, quindi un ringraziamento alle cuoche che si sono prese cura di noi preparando ottimi pasti e merende! Un grazie a Don Paolo, che ha celebrato con noi l’Eucarestia, per le sue parole che hanno sempre la capacità di colpire nel profondo. 
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