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HOME > News, articoli e comunicati:COSTRUIRE LA PACE: DAL GESTO QUOTIDIANO AL BENE COMUNE

COSTRUIRE LA PACE: DAL GESTO QUOTIDIANO AL BENE COMUNE

Dall’idea degli “artigiani di pace” di Papa Francesco al messaggio sulla giustizia di Papa Leone

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Festa della pace 2025 (Monfalcone)
Festa della pace 2025 (Monfalcone)
Nel mondo contemporaneo, attraversato da conflitti, tensioni sociali e profonde divisioni, il tema della pace non può essere considerato un ideale lontano o astratto. Al contrario, esso interpella direttamente le coscienze di ogni individuo. In questo contesto, l’espressione “artigiani di pace”, spesso utilizzata da Papa Francesco, offre una chiave di lettura concreta e attuale per comprendere come la pace possa essere costruita nella vita quotidiana.
 
Papa Francesco descriveva la pace come un’opera paziente, che richiede un impegno costante, responsabilità e cura. Come un artigiano lavora la materia con attenzione e dedizione, così ogni persona è chiamata a costruire la pace attraverso piccoli gesti quotidiani: il dialogo, l’ascolto, il rispetto delle differenze. La pace, in questa prospettiva, nasce nelle relazioni più semplici, all’interno della famiglia, della scuola e della comunità, quando si sceglie di rifiutare l’odio e l’indifferenza per aprirsi alla comprensione dell’altro.
 
Questa visione sottolinea una responsabilità personale forte e chiara: la pace non è solo compito dei governi o delle istituzioni internazionali, ma una missione che riguarda tutti. Ogni comportamento, anche il più semplice, può contribuire a rafforzare o a indebolire il tessuto della convivenza civile.
 
Il messaggio di Papa Francesco trova una profonda continuità nel pensiero di Papa Leone, che pone al centro della riflessione sulla pace i valori della giustizia, dell’ordine e del rispetto della dignità umana. Se Papa Francesco insiste sull’importanza del “fare” la pace, Papa Leone ne chiarisce le basi morali e sociali: senza giustizia e senza il riconoscimento dei diritti fondamentali di ogni persona, non può esistere una pace autentica e duratura.
 
Per Papa Leone, la pace non coincide semplicemente con l’assenza di guerra, ma rappresenta una condizione stabile fondata sull’armonia tra gli uomini e sulla ricerca del bene comune. È una visione che richiama la necessità di affrontare le cause profonde dei conflitti, come le disuguaglianze, le ingiustizie e l’esclusione sociale.
 
Pur appartenendo a contesti storici differenti, le riflessioni di Papa Francesco e Papa Leone si completano e si rafforzano a vicenda. L’impegno concreto e quotidiano degli “artigiani di pace” trova senso e direzione all’interno della cornice etica proposta da Papa Leone. Costruire la pace significa, quindi, non solo evitare i conflitti, ma promuovere relazioni giuste, solidali e rispettose, capaci di contrastare la violenza e le divisioni alla radice.
 
In conclusione, il messaggio sulla pace di Papa Leone può essere letto come il fondamento teorico di ciò che Papa Francesco invita a realizzare nella pratica quotidiana. Solo unendo l’impegno personale con una visione fondata sulla giustizia e sulla dignità umana è possibile trasformare la pace da semplice ideale a realtà concreta. Una pace vissuta, costruita giorno dopo giorno, e condivisa come bene comune dell’umanità.
 

In occasione dell’incontro di riflessione "La pace orfana, dobbiamo rassegnarci alla legge del più forte?" -  previsto per sabato 31 gennaio 2026 alle ore: 15:45 presso la Sala Civica del Comune di Cormons - interverrà anche Alberto Chiara, giornalista già di Famiglia cristiana, di cui la seguente nota informativa.

Alberto Chiara
Nato a Torino nel 1961, è sposato e ha tre figli. Dopo aver  collaborato con alcuni quotidiani (Ordine di Como e Avvenire) nel 1987 è assunto a Famiglia Cristiana: già vice caporedattore e responsabile del desk Chiesa. 

Nel 2000 insieme ai colleghi Barbara Carazzolo e Luciano Scalettari ha vinto il Premio Saint-Vincent per il giornalismo con un'inchiesta sui traffici d'armi e di rifiuti tossici in Somalia.

Ha scritto "Ernesto Olivero, il miracolo dell'Arsenale" (Paoline, 1996, con Claudio Ragaini), "Schuman, Adenauer e De Gasperi, i fondatori dell'Europa unita" (Effatà, 1999, con Giuseppe Audisio), "Ilaria Alpi, un omicidio al crocevia dei traffici" (Baldini&Castoldi, 2002, con Barbara Carazzolo e Luciano Scalettari), "Carlo Carretto, l'impegno, il silenzio, la speranza" (Paoline, 2010).

 
data di pubblicazione: 24-01-2026
autore: Paolo Cappelli | tema: UNITARIO
tag redazionali
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