I Giovanissimi dell’Azione Cattolica diocesana di Gorizia si sono recati ad Aquileia per vivere un momento di preghiera e riflessione in attesa della Pasqua, il pomeriggio è stato arricchito dalla visita alla Basilica Patriarcale di Santa Maria Assunta e suoi splendidi mosaici che attraverso simboli e raffigurazioni che possono sembrare enigmatiche a un primo sguardo, ci fanno rivivere la bellezza delle prime comunità cristiane e l’annuncio della resurrezione prefigurata dalla storia del profeta Giona, raccontata nel grande tappeto musivo.
I giovanissimi accompagnati dall’assistente don Marco Zaina e gli educatori sono stati accolti con gioia da mons. Mirko Franetovich, parroco di Aquileia, con un caloroso “Bentornati a casa”, -bentornati alla Chiesa di Aquileia che è madre per tutti noi -.
Prima di entrare in Basilica ci siamo fermati nel battistero, posto davanti alla chiesa lungo la linea percorsa dal Sole, da qui è partito l’incontro ricordando il battesimo e iniziando a navigare insieme a Giona. Ripercorrendo la storia del profeta abbiamo visto come ci è vicino con la sua esperienza di paura, allontanamento dal Signore e poi viaggio e rinascita, - Giona un po' ci assomiglia quando preferiamo scappare da chi ci chiama, quando non capiamo, quando ritroviamo il coraggio e quando cerchiamo la Speranza che a volte si fa fatica a vedere - .
Lo scrigno di mosaici e affreschi della Basilica ci ha fatto riscoprire la secolare storia del Patriarcato di Aquileia che affonda le sue radici nella prima Chiesa fondata dal vescovo Teodoro sulla luminosa testimonianza dei martiri e patroni Ermacora e Fortunato. Una storia che arriva fino ad oggi e che ci parla e custodisce il messaggio di Salvezza e Resurrezione di Cristo, vera speranza che non delude.