Un incontro importante per conoscersi, ascoltarsi e iniziare a condividere il cammino. La Presidenza diocesana dell’Azione Cattolica di Gorizia ha incontrato l’Arcivescovo mons. Giampaolo Dianin, in un momento particolarmente significativo per la vita della diocesi e dell’associazione.
L’incontro è stato innanzitutto l’occasione per presentare all’Arcivescovo il volto dell’Azione Cattolica di Gorizia: una realtà composta da bambini, ragazzi, giovani e adulti che, nelle parrocchie e nella dimensione diocesana, scelgono di vivere la propria esperienza associativa come forma concreta di servizio alla Chiesa e al territorio.
Non soltanto attività e iniziative, dunque, ma una storia, una presenza e soprattutto un modo di essere Chiesa. Una Chiesa nella quale i laici non sono semplici destinatari dell’azione pastorale, ma persone chiamate alla corresponsabilità, attraverso la formazione, il servizio e la partecipazione alla vita delle comunità.
È proprio la dimensione diocesana uno degli elementi qualificanti dell’esperienza associativa. Sentirsi parte della Chiesa locale significa saper guardare oltre i confini della propria parrocchia e della propria realtà, mettendo in relazione persone, comunità ed esperienze diverse. Significa anche vivere una disponibilità concreta a collaborare con il Vescovo e con le altre realtà ecclesiali per costruire insieme il bene della Chiesa.
Nel confronto con l’Arcivescovo sono emerse alcune delle sfide che interpellano oggi l’associazione: come continuare a formare laici capaci di abitare il proprio tempo; come accompagnare le nuove generazioni; come rafforzare la vita delle comunità; come rendere la presenza cristiana significativa nella società; come vivere una corresponsabilità che non sia soltanto organizzativa, ma realmente ecclesiale e missionaria.
Sono questioni che toccano direttamente il prossimo cammino associativo. L’Azione Cattolica di Gorizia si prepara infatti al rinnovo degli organismi e alla definizione delle priorità del nuovo triennio. Un passaggio che non vuole essere soltanto un cambio di incarichi, ma un’occasione per rinnovare motivazioni, responsabilità e prospettive.
L’associazione è chiamata a custodire ciò che nel tempo ha dato frutto, ma anche ad avere il coraggio di rinnovare ciò che non è più sufficiente. La sfida è quella di essere un’associazione capace di formare persone, generare relazioni, accompagnare vocazioni al servizio e aprirsi alle domande del mondo contemporaneo.
In questo senso, l’incontro con l’Arcivescovo Dianin assume un significato particolare. Non si tratta semplicemente di un incontro istituzionale, ma di un primo passo dentro una relazione che l’Azione Cattolica vuole vivere nella comunione ecclesiale e nella corresponsabilità.
L’associazione desidera continuare a mettere a disposizione della diocesi la propria esperienza, le proprie energie e soprattutto le proprie persone, nella convinzione che il futuro della Chiesa passi anche dalla capacità di valorizzare un laicato formato, consapevole e disponibile al servizio.
«Essere Azione Cattolica significa scegliere di camminare insieme – è il senso condiviso dalla Presidenza diocesana – dentro la Chiesa e dentro la storia concreta delle nostre comunità. Vogliamo continuare a formare laici capaci di assumere responsabilità, di vivere la fede nella quotidianità e di essere presenti nel mondo con uno sguardo di speranza».
L’incontro con l’Arcivescovo apre quindi una nuova pagina del cammino associativo. Una pagina da scrivere insieme, nella quale formazione, corresponsabilità, servizio e missione continueranno a essere parole chiave.
Perché l’Azione Cattolica vuole esserci: non per occupare uno spazio, ma per servire la Chiesa, accompagnare le persone e contribuire a costruire comunità vive, aperte e capaci di testimoniare il Vangelo nel nostro tempo.
Corresponsabili nella Chiesa, presenti nel mondo. È da qui che l’Azione Cattolica di Gorizia vuole continuare il proprio cammino.
data di pubblicazione:
10-09-2026
tema: UNITARIO