VIVERE, NON VIVACCHIARE: L’ACR DIOCESANA NEL SEGNO DI PIER GIORGIO FRASSATI
A Cimolais, 56 bambini e ragazzi hanno vissuto una settimana di incontro, amicizia, preghiera, gioco, servizio e scoperta, riscoprendo nella testimonianza di Frassati la gioia di una fede vissuta insieme
Dal 23 al 30 agosto 2026, la casa alpina “Mons. Luigi Paulini” di Cimolais ha accolto il campo scuola dell’ACR diocesana, un’esperienza che ha coinvolto 56 bambini e ragazzi provenienti dalle diverse comunità.
Una settimana intensa, vissuta nel segno di Pier Giorgio Frassati, il giovane «santo della porta accanto», che ha sperimentato in prima persona la forza delle Beatitudini evangeliche e ha saputo tradurre la fede in scelte concrete, nell’amicizia, nel servizio e nell’attenzione agli altri.
Al centro del campo la scoperta che la Parola di Dio illumina la nostra vita e le nostre scelte, aiutandoci a rendere più autentico il nostro cammino.
Attraverso la vita e la testimonianza di Frassati, i ragazzi hanno potuto interrogarsi su cosa significhi avere uno sguardo rivolto verso l’alto, imparando a vivere la fede non come qualcosa di astratto, ma come una realtà capace di orientare le scelte di ogni giorno.
Insieme hanno percorso un itinerario fatto di incontro, amicizia, preghiera, gioco, fatica, servizio e scoperta.
Dalla fraternità alla carità, il campo ha aiutato i partecipanti a comprendere l’importanza di assumersi le proprie responsabilità e mettere a disposizione i propri talenti, per vivere in prima persona la bellezza del Vangelo e farla conoscere agli altri.
È questo uno degli insegnamenti più significativi lasciati dalla testimonianza di Pier Giorgio: la fede diventa concreta quando si trasforma in attenzione agli altri e impegno per il bene comune.
Tra i momenti più significativi della settimana anche la camminata da Cimolais a Erto, un’esperienza nella natura che ha permesso ai ragazzi di vivere direttamente la bellezza e la fatica del cammino.
Un percorso nel quale scoprire il Creato come rivelazione della presenza di Dio, affrontando insieme la fatica e mantenendo lo sguardo rivolto verso la meta.
Anche la montagna, così, è diventata parte del percorso educativo: si cammina insieme, ci si sostiene, si affrontano le difficoltà e si impara a non perdere di vista la meta.
Il campo ha rappresentato anche un’importante occasione per vivere concretamente la dimensione diocesana dell’ACR.
Cinquantasei bambini e ragazzi hanno potuto incontrarsi, condividere la quotidianità e costruire relazioni nuove, mettendo insieme parrocchie, comunità e generazioni diverse. È proprio nella capacità di incontrarsi e camminare insieme che la dimensione diocesana diventa una ricchezza concreta per tutta l’associazione.
Nel segno di Pier Giorgio Frassati, i ragazzi sono stati invitati a non accontentarsi di “vivacchiare”, ma a vivere pienamente, diventando protagonisti nella società e nella Chiesa.
Perché la vera gioia, come hanno potuto sperimentare durante questa settimana, nasce dal Vangelo e dalla possibilità di mettere la propria vita, i propri talenti e le proprie energie al servizio del bene.
Una settimana finita, dunque, ma un cammino che continua: con lo sguardo verso l’alto, i piedi sulla strada e il desiderio di vivere il Vangelo insieme.
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