Ci sono estati che non sono soltanto una parentesi di riposo, ma diventano parte di un cammino. Per l’Azione Cattolica, l’estate è da sempre uno dei momenti nei quali l’esperienza associativa si manifesta con particolare intensità: nei campi, nelle settimane comunitarie, nelle esperienze formative, nelle escursioni, nei momenti di preghiera, nel servizio e nella semplice quotidianità vissuta insieme.
Anche quest’anno le nostre parrocchie e i nostri settori hanno vissuto esperienze diverse, rivolte a bambini, ragazzi, giovani, adulti e famiglie. Esperienze differenti per età e modalità, ma unite da una stessa convinzione: la fede cresce quando viene vissuta insieme.
È questo, in fondo, uno dei tratti più belli dell’Azione Cattolica. Non siamo semplicemente persone che partecipano ad attività, ma una comunità di donne e uomini che scelgono di camminare insieme, mettendo in comune tempo, energie, domande, fatiche e speranze. Anche durante l’estate, quando i ritmi cambiano e le attività ordinarie si fermano, l’associazione continua a essere un luogo nel quale si impara a stare insieme e a prendersi cura gli uni degli altri.
Un campo non è soltanto una settimana lontano da casa. È un’esperienza educativa. È imparare a condividere gli spazi e le responsabilità, ad ascoltare, ad avere attenzione per chi cammina accanto a noi, a superare qualche fatica, a scoprire che la fraternità non è una parola astratta, ma qualcosa che si costruisce giorno dopo giorno.
Dentro questa esperienza c’è un elemento che desidero sottolineare in modo particolare: la dimensione diocesana.
Essere Azione Cattolica significa appartenere a una parrocchia, ma significa anche sentirsi parte di una realtà più grande. La dimensione diocesana ci permette di incontrare persone provenienti da comunità diverse, di conoscere volti nuovi, di condividere esperienze e di scoprire che la nostra associazione è più grande del nostro gruppo, della nostra parrocchia, delle nostre abitudini.
È una ricchezza preziosa.
Quando un bambino di una parrocchia incontra un altro bambino proveniente da un’altra comunità, quando un educatore condivide la propria esperienza con altri educatori, quando una famiglia scopre di poter camminare insieme ad altre famiglie, allora prende forma concretamente quella Chiesa diocesana che siamo chiamati a costruire.
La dimensione diocesana ci aiuta anche a non chiuderci nel “nostro”. Ci ricorda che nessuna comunità può bastare a se stessa e che ciascuno di noi è chiamato a mettere a disposizione degli altri ciò che ha ricevuto. È una scuola di corresponsabilità e, allo stesso tempo, una scuola di comunione.
In questi mesi estivi abbiamo visto tutto questo nei nostri campi e nelle diverse esperienze associative. Abbiamo visto educatori e responsabili donare tempo e competenze, ragazzi mettersi in gioco, famiglie condividere la quotidianità, giovani assumersi responsabilità. Abbiamo visto la fatica trasformarsi in soddisfazione, le differenze diventare ricchezza, la semplicità di una giornata vissuta insieme diventare occasione di crescita.
E forse è proprio questa la cosa più importante che ci portiamo a casa dall’estate: non tanto ciò che abbiamo fatto, ma le persone che siamo diventati stando insieme.
L’esperienza estiva diventa così anche un ponte verso il nuovo anno associativo. Ci restituisce energie, ma soprattutto ci consegna relazioni, intuizioni e desideri nuovi. Ci ricorda perché vale la pena continuare a investire nell’educazione, nella formazione e nella vita associativa.
Tra poco riprenderanno le attività nelle nostre parrocchie. Ripartiranno i gruppi, gli incontri, la formazione, le iniziative dei diversi settori. Ma ripartiremo portando con noi ciò che l’estate ci ha insegnato.
Ripartiremo con la consapevolezza che l’Azione Cattolica non è soltanto un insieme di attività, ma una storia di relazioni e di persone che scelgono di camminare insieme.
E ripartiremo sentendoci ancora più parte di una sola associazione diocesana, fatta di tante comunità, tanti volti e tante storie, ma unita dal desiderio di vivere il Vangelo nella concretezza della vita e di essere, dentro la Chiesa e nel mondo, una presenza capace di generare speranza.
Per questo desidero rivolgere un grazie sincero a tutti coloro che hanno reso possibile questa estate associativa: educatori, animatori, responsabili, sacerdoti, famiglie e ragazzi. Un grazie particolare a chi, spesso lontano dai riflettori, ha donato tempo, energie e disponibilità.
Queste esperienze ci ricordano che l’associazione vive quando le persone scelgono di esserci.
E ora, dopo una bella estate vissuta insieme, siamo pronti a ripartire. Non semplicemente tornando alle nostre attività, ma continuando quel cammino che, da parrocchia a parrocchia, ci rende una sola Azione Cattolica.
Una comunità di comunità. Un cammino condiviso. Una Chiesa che cresce insieme.
Il Presidente diocesano
Paolo Cappelli