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ROMA, TOR VERGATA, IL GIUBILEO DEI GIOVANI: L’ESPERIENZA DEL GRUPPO GIOVANI AC DIOCESANA

Il Tempo di riconciliazione e speranza

Di ritorno a casa da Roma sono tanti i pensieri e le emozioni che affollano la mente e il cuore, -  tanto ci è stato donato e in egual misura se non di più siamo chiamati a donare - .

Sono stati giorni intensi dalla partenza da Gorizia fino all’arrivo a Roma nei quali abbiamo riscoperto luoghi significativi della nostra diocesi, ascoltato storie e incontrato volti e persone che si impegnano quotidianamente per la costruzione di un mondo più giusto con impegno e coraggio,me soprattutto ci siamo riconosciuti fra noi come fratelli e sorelle. Durante il cammino è stato commovente vivere l’accoglienza nelle diverse parrocchie dove ci si fermava per un ristoro o a riposare, segno di una comunità diocesana presente e di persone che non vogliono essere solo spettatori in questo Anno Santo.

All’arrivo a Roma siamo stati accolti a braccia aperte da Don Salvatore e dalla comunità di San Giuseppe al Trionfale, sempre pronti con un piatto di pasta e la loro travolgente allegria. I giorni romani fino ad arrivare alla grande veglia di Tor Vergata sono stati scanditi da incontri gioiosi e momenti di preghiera e riconciliazione, dove si è assaporata la bellezza di un cammino di fede condiviso che ha portato giovani da tutto il mondo e da realtà diverse a ritrovarsi a Roma, e con coraggio raccontarsi le ferite e i sogni del mondo in un Giubileo che unisce, sfida e consola.
Ripercorrendo questi giorni tra foto, messaggi e parole rimaste nel cuore si fa sempre più concreta   l’idea che la Speranza non è una parola astratta, ma è tangibile nei volti, negli sguardi e nei gesti di chi con coraggio si mette in cammino a fianco dell’altro, consapevole che nessuno si salva da solo e riconosce nell’amicizia vera la capacità di costruire con responsabilità lo strumento per cambiare rotta e innescare una rivoluzione di pace, partendo anche dalle nostre realtà di gruppo o parrocchie che possono sembrare piccole talvolta lontane, ma grandi per la portata del messaggio che portano e capaci di aprirsi per accogliere e dialogare nello stile che ci ha indicato il Sinodo.
 
Noi pure, cari amici, siamo fatti così: siamo fatti per questo. Non per una vita dove tutto è scontato e fermo, ma per un’esistenza che si rigenera costantemente nel dono, nell’amore. E così aspiriamo continuamente a un “di più” che nessuna realtà creata ci può dare; sentiamo una sete grande e bruciante a tal punto, che nessuna bevanda di questo mondo la può estinguere. Di fronte ad essa, non inganniamo il nostro cuore, cercando di spegnerla con surrogati inefficaci! Ascoltiamola, piuttosto! Facciamone uno sgabello su cui salire per affacciarci, come bambini, in punta di piedi, alla finestra dell’incontro con Dio. (Papa Leone XIV, omelia Tor Vergata Giubileo dei Giovani).
 
Questo Giubileo ha aperto strade e provato a curare ferite donandoci la consapevolezza che questo presente può essere illuminato e che “L’avvenire è nelle mani di Dio e meglio di così non potrebbe andare” come ci ricorda Pier Giorgio Frassati.

Accogliamo l’invito del Papa ad aspirare a cose grandi, alla santità, ovunque siamo.

Jacopo Bassi
data di pubblicazione: 11-08-2025
autore: Jacopo Bassi | tema: GIOVANI
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