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Il 19 novembre si celebra la memoria di Armida Barelli

data di pubblicazione: 18-11-2023
Armida Barelli (1882-1952)
Armida Barelli (1882-1952)
Uno dei film più visti, anzi pare il più visto in questo 2023 che si va a concludere, è stato “C’è ancora domani” di e con Paola Cortellesi; senza voler svelare nulla, il film racconta come subito dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale le donne non fossero considerate una parte importante della società: non era necessario che studiassero, dovevano occuparsi della gestione della casa, dei figli, degli anziani e meno parlavano meglio era. Più volte nel film viene ripetuta la frase “Tu, donna, non hai nessun titolo per parlare di questo argomento”. Ora che cosa c’entra tutto questo con Armida Barelli?

C’entra molto perché è a queste donne che Armida si rivolge perché per lei, donna borghese, all’inizio criticata dalla sua famiglia e da tutti perché aveva deciso di dedicare la sua vita alla Gioventù Femminile, la donna ha, invece, lo stesso ruolo che ha l’uomo nella società. La donna deve studiare, e quindi la formazione delle gieffine; la donna deve saper parlare, e quindi i corsi per imparare a farlo; la donna deve pregare, certo, ma la sua sarà una preghiera “attiva” che la porterà poi nella società, non a rinchiudersi in Chiesa. La donna non deve trascurare la famiglia, ma deve farlo unendo il suo impegno nella società e quindi, deve interessarsi di politica, di vita sociale, di lavoro e molto altro. Armida viene ascoltata forse perché davvero è stata capace di dare a tantissime donne la speranza di valere qualcosa, di contare qualcosa in una società dove contava solo l’uomo.

La beata Armida sceglie di consacrarsi a Cristo il 19 novembre del 1919, fondando le Missionarie della Regalità (ed è per questo che la data è stata scelta per celebrare la sua memoria), che testimoniano il loro legame a Cristo, appunto, facendosi missionarie nel mondo, in ogni mondo e nel luogo dove operano. Quante volte ce lo ricorda: Cristo va testimoniato dove si vive e si opera e solo da Cristo si può trarre la forza per continuare a farlo.

E concludo con il ricordare tutto lo sforzo fatto da Armida per far capire alle donne quanto sia importante andare a votare nel 1946 al referendum su Repubblica o monarchia, proprio perché anche quel loro gesto sarebbe stato determinante. I suoi insegnamenti e il ricordarci il nostro valore valgono ancora oggi, per non dimenticare che “è impossibile, allora si farà”.

Barbara Spanedda
Responsabile dell’archivio dell’Azione Cattolica di Gorizia

 
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