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Antonietta Meo, “Nennolina”: una bambina innamorata di Gesù

data di pubblicazione: 12-04-2024

Lasciamoci ispirare da questa bambina, innamorata di Gesù e della Madonna.

I capelli tagliati a caschetto, un sorriso dolce e vispo, le mani sempre pronte alla preghiera: questo potrebbe essere il ritratto di Antonietta Meo, per tutti “Nennolina”. Antonietta nasce e vive la sua breve ed intensa vita a Roma, la sua è una famiglia numerosa, che la accoglie il 15 dicembre del 1930. In famiglia, pur essendo in tanti, la madre trova il tempo ogni giorno per andare a Messa e recitare il Rosario, e Antonietta è lì, vicino a lei e alla sorella. Ancora piccola chiede alla mamma di aiutarla a scrivere delle lettere a Gesù e alla Madonna, che poi imparerà a scrivere da sola. Viene iscritta alle Piccolissime di Ac e poi alle Beniamine, anche perché nel 1936 riceve la Prima Comunione. Come iscritta all’AC, Nennolina si fa leggere i giornali, guarda con orgoglio il distintivo e la tessera, canta le canzoni dell’AC. Nelle lettere che scrive a Gesù e alla Madonna, traspare il suo grande amore per entrambi: Maria è colei che sente mamma sua e che la può condurre al Cielo, accanto a Gesù.

Antonietta viene colpita da una grave forma di tumore osseo, che causa l’amputazione di una gamba e grandi sofferenze, che lei vive con il sorriso, rivolgendosi a Gesù per chiedere il suo aiuto. Muore il 3 luglio del 1937.

Fin da subito Armida Barelli ne promosse la causa di beatificazione, ma solo nel 2007 Antonietta viene dichiarata venerabile. Se dovesse diventare santa, sarebbe la più giovane santa non martire della Chiesa. In base alle lettere, si vorrebbe proclamarla Dottore della Chiesa, per la portata spirituale dei suoi scritti.

In attesa che la causa di beatificazione si concluda, lasciamoci ispirare da questa bambina, innamorata di Gesù e della Madonna.